La Mostra Permanente

Presso la Sede del Parco del Monte Subasio è stato allestito il Laboratorio Ecologico di Geo-paleontologia.
I materiali esposti sono distribuiti in tre sale a diverse tematiche. Nella prima (sala 1) sono presenti sette teche, per trattare temi paleontologici e cronologici generali, che servono a far comprendere pienamente il valore dei fossili del Parco esposti nella sala 2. Una teca serve a illustrare le varie modalità di fossilizzazione dove possiamo ammirare: legni silicizzati, ammoniti in pirite, insetti in ambra, impronte di rettili, vegetali del Carbonifero, modelli interni di gasteropodi e foglie su travertino. Le altre per esporre materiali relativi alle cinque ere geologiche: Precambriano, Paleozoico, Mesozoico, Cenozoico (o Terziario) e Quaternario, dalla comparsa della vita (oltre tre miliardi di anni fa) fino al momento attuale. Tra i fossili del Precambriano gli Stromatoliti, laminazioni che si sono formate per intrappolamento dei corpuscoli calcarei in sospensione nell’acqua ad opera dei tappeti algali.

Queste costruzioni si formano attualmente nelle lagune australiane dove l’acqua è satura di sali, per il ritmico abbassamento e innalzamento del livello del mare ad opera delle maree. È stata data preferenza ai fossili guida che caratterizzano le varie ere e particolarmente agli invertebrati.
Per il Paleozoico: archeociatidi, tetracoralli, trilobiti, brachiopodi, nautiloidi, ammonoidi, graptoliti, felci arboree e conifere. Per il Mesozoico, bivalvi e ammoniti. Il Cenozoico è stato documentato da nummuliti, nautiloidi del genere Aturia; infine il Quaternario illustrato da un cranio di Ursus spelaeus. Altri vertebrati più antichi esposti sono un pesce e un anfibio del Permiano. Per i fossili del Quaternario abbiamo scelto quelli noti per testimoniare alternanze di periodi freddi e caldi e i sedimenti marini riflettono, tramite i fossili dei molluschi dell’epoca, tali variazioni. È stato esposto tale argomento con fossili tipici: gasteropodi (genere Persististrombus, clima caldo) e bivalvi (genere Panopaea, clima freddo) raccolti nel territorio italiano. Le quattro teche relative alle ere permettono al visitatore di collocare nel tempo lo squarcio storico offerto dalle rocce del monte Subasio. L’argomento paleontologico e biocronostratigrafico è stato sviluppato tramite i fossili di tre importanti affioramenti presenti sul versante occidentale del Subasio. Una sezione concernente la Corniola della Cava del Gabbiano (destra orografica del Fosso Renaro), una il Rosso Ammonitico dell’Eremo delle Carceri, in cui si vede il passaggio con la sottostante Corniola; la terza il Rosso Ammonitico di San Benedetto, dove affiora il passaggio con i Calcari a Posidonia. 20130418_101230

La successione completa delle rocce del Subasio, ivi comprese quelle con i fossili, è esposta in una teca, aggiornata recentemente, di grandi dimensioni.

Per dare l’idea della sovrapposizione, i campioni sono stati disposti seguendo una linea curva orientata e fornendo per ognuno le foto degli affioramenti di provenienza e la descrizione litologica. Questa premessa è necessaria a collocare nel tempo i fossili delle tre sezioni sopracitate e ciò serve all’eventuale visitatore del Subasio per riconoscere le rocce dal vero, così da ampliare la propria conoscenza, coniugando il piacere dell’escursione all’aria aperta con il viaggio nel tempo che le rocce evocano.

20130418_101314

IMG_2457Un viaggio reso concreto dalla presenza dei fossili, che si rinvengono facilmente e aprono una suggestiva finestra sulla vita di un passato molto remoto, quando l’Appennino non era emerso dalle acque e al suo posto si stendeva un mare tropicale ricco di vita e colori.

    manifesto pubblicitario2010