Tartufo bianco pregiato

Tuber magnatum pico

Descrizione

È tuberiforme con forma regolare, altre volte difforme più o meno lobate,  gibbose o compresso con base obconica. Le dimensioni sono molto variabili e può raggiungerne anche notevoli. Il peso può variare da pochi grammi al chilo o eccezionalmente di più. La superficie è liscia, finemente granulosa di colore ocra pallido, talvolta tendente al giallognolo o al verdognolo.

Ha un aroma gradevolissimo, caratteristico e molto intenso, vagamente agliaceo a maturità, richiama l’odore del formaggio fermentato ma anche del gas metano.

Cresce in terreni marnosi con buona percentuale di sabbia e argilla; è simbionte con querce, tigli, pioppi, salici e raramente con carpino e nocciolo. Matura da fine settembre a inizio gennaio.

TARTUFO

Curiosità

Il nome “trifola” – nome piemontese, lombardo ed emiliano del tartufo – è la naturale deformazione del sostantivo “tufera” proveniente dal latino tardo che significa tubero.

I tartufi sono un prodotto della natura pieno di suggestione e mistero; per molti secoli si è guardato con sospetto a questi “funghi ascomiceti” per capire come crescessero ma, soprattutto, per capire come mai crescessero sotto terra e vivessero in simbiosi con le radici di varie piante.

Gli antichi credevano fossero la conseguenza dei fulmini di Giove o il castigo di qualche Maligno.

A parte le credenze popolari, sempre molto simpaticamente piacevoli, l’uomo imparò presto ad apprezzare e a gustare i tartufi.

Plinio il Vecchio cercò di soddisfare in vari modi la sua curiosità sulla crescita di questi strani prodotti ma non riuscì nel suo intento e, un po’ scoraggiato, concluse che: “Si trattava di un vizio della natura”.

Solo nel 1700, un botanico fiorentino Pier Antonio Micheli, riuscì a studiare approfonditamente i tartufi da essere in grado di classificarli, descrivendone con esattezza le vene e le spore.

Risotto al tartufo bianco

Ricetta

INGREDENTI: dosi per 6 persone: 480 gr. di riso, 200 gr. di burro, un cucchiaio di cipolla di cannara tritata molto fine, 200 gr di pecorino stagionato, 1 l. di brodo di carne, 1/2 bicchiere di vino bianco, 150 gr. di tartufi bianchi, olio extravergine di oliva

Fate soffriggere in una pentola capiente, meta’ del burro con la cipolla. Bagnate con il vino bianco, lasciate evaporare, ed attendete che la cipolla arrivi quasi a disfarsi.

Unire il riso, mescolate e versate il brodo (un mestolo per volta) mescolando sempre e portate quasi a cottura.

Togliete la pentola dal fuoco, condite il riso con il burro rimasto, il pecorino, ed una meta’ dei tartufi bianchi affettati fini.

Riportate ad ebollizione il riso, quindi ritirarlo definitivamente e versarlo in una zuppiera calda. Guarnire con i restanti tartufi bianchi affettati e servire.

risotto-al-tartufo-bianco-dAlba-575x262